Su certificati di malattia, quarantena e condizioni di rischio e sulle richieste improprie di molte aziende

data inserimento 19-03-2020 wm

nota dei segretari Nazionale e Regionale
FIMMGVENETO

 

COMUNICATO DEL 12\03\2020
A seguito di numerosi quesiti rivolti allo scrivente Ordine, si rileva che, nell'attuale fase di diffusione da Covid-19, sono sempre più frequenti richieste improprie di certificazioni di malattia per soggetti che non ne hanno diritto.
A tal proposito si precisa che:


1) la certificazione di malattia presuppone lo stato di malattia e non situazioni di esposizione al rischio;
 

2) il certificato con codice nosologico V29.0 (quarantena obbligatoria o volontaria, isolamento volontario, sorveglianza attiva) si può emettere esclusivamente quando il soggetto ha ricevuto il provvedimento dalla Sanità Pubblica di isolamento ai sensi del DPCM 08/03/2020 (circolare INPS HERMES 25 febbraio 2020 0000716);
 

3) i Medici non sono tenuti a rilasciare certificati richiesti dai datori di lavoro, difformi dalle indicazioni di cui ai punti precedenti.


Distinti saluti

Il Presidente
Dr. Silvestro Scotti

link all'originale

 

Dalla comunicazione del Segretario Regionale dr. Crisarà del 18/03/2020

Visto la confusione che regna sovrana vi invio il testo integrale del Dpcm del 17 marzo 2020
Come leggete (comma 2) la condizione di rischio deve essere certificata dall'autorità sanitaria ( settore medico legale Aulss Igene pubblica) non di sicuro del medico di famiglia.
La certificazione per quarantena deve essere fatta dopo la comunicazione del SISP (comma 3)
Dm

17-3-2020 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 70

Art. 26
(Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato)
1.Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla
normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

2. Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n.9.

3. Per i periodi di cui al comma 1, il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.

4. Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore della presente disposizione, anche in assenza del provvedimento di cui al comma 3 da parte dell’operatore di sanità pubblica.

 

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