Lettera del Segretario Regionale ai Direttori Generali delle AULSS della Regione del Veneto

data inserimento 04-03-2020 wm

Sulla inadeguata fornitura dei presidi atti a proteggere i medici di medicina generale
New Page 1

PROT. N. 11 /20 C.S. R. Padova, 4 marzo 2020
 

Ai Direttori Generali delle AULSS della Regione del Veneto.
 

Oggetto: Fornitura DPI ai medici di assistenza primaria e continuità assistenziale.
 

Gentile Direttore,
La FIMMG del Veneto deve prendere atto che la distribuzione dei DPI ai medici di famiglia e di continuità assistenziale procede con ritardo e con quantitativi minimi rispetto alla necessità di protezione individuale dei medici e dei pazienti presenti negli studi; tutto questo con grave nocumento alla sanità Pubblica.

Questa situazione rischia non solo di aumentare la possibilità di contagio ma di rendere i medici, una volta contratto il virus, mezzo di notevole diffusione del virus stesso visti i numerosi contatti quotidiani.

Si sottolinea ulteriormente che la messa in quarantena del medico di famiglia provoca la mancanza di assistenza per mediamente 1300 pazienti; provvedere alla sua sostituzione, a termini di ACN, è compito della Azienda, attività non facile vista la attuale carenza di medici sostituti. Nei prossimi giorni potremo trovarci ad affrontare una grave crisi epidemiologica con una organizzazione delle cure, nell'ambito della Assistenza Primaria e della Continuità Assistenziale, assolutamente carente. Ricordo che gli studi dei MMG, in questo periodo, non sono frequentati solo dai pazienti ma anche da medici tirocinanti del corso di Formazione Specifica in Medicina Generale e tra pochi giorni dai laureati in Medicina e Chirurgia per il tirocinio di abilitazione post laurea.

La S.V. si renderà conto che trascurare la distribuzione almeno dei DPI previsti dal DPCM del 2 marzo 2020 e in quantità meno ridicole di quelle proposte (ci viene segnalato che in alcune AULSS vengono garantite cinque mascherine chirurgiche per medico) espone chi opera nelle strutture della medicina generale e nelle sedi del Servizio di Continuità Assistenziale a rischi personali e collettivi inaccettabili.
Per gli eventi avversi che i nostri Colleghi subiranno per questa grave carenza Questa organizzazione la riterrà personalmente responsabile.

Nonostante questo i Medici di Famiglia e di Continuità Assistenziale rimangono al loro posto per dovere etico e professionale nei confronti prima di tutto dei loro assistiti e per assecondare l'impegno dei decisori politici della Regione Veneto al fine di arginare il contagio, sforzo che in molte realtà aziendali periferiche non viene, dal nostro punto di vista, assecondato.
 

Il Segretario Generale Regionale
F.I.M.M.G. VENETO

dr. Domenico Crisarà
 


 

inserisci commenti Commenti(0)