Disagi per i medici di famiglia e per gli assistiti a seguito della nota 96 sulla vitamina D

data inserimento 30-10-2019 wm

Necessario tempestivo intervento del Ministro della Salute
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Disagi per i medici di famiglia dalla nota 96 sulla vitamina D
L’Agenzia Italiana del Farmaco, con determinazione n. 1533/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Serie generale n. 252 del 26 ottobre 2019, ha reso nota l’istituzione della nota 96, che regolamenta la prescrizione a carico del Ssn nella popolazione adulta (età > 18 anni), dei medicinali con indicazione "prevenzione e trattamento della carenza di Vitamina D" (colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio, calcifediolo). L’istituzione della nota 96 si colloca nell’ambito delle attività di rivalutazione dell’appropriatezza prescrittiva che hanno condotto la Commissione Tecnico-Scientifica dell’Aifa, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, a ritenere opportuno introdurre nuovi criteri regolatori per la prescrivibilità a carico del Ssn, nella popolazione adulta, della Vitamina D.
Ma le modalità con cui la nota è stata introdotta già creano disagi ai medici di medicina generale e ai pazienti. A denunciare ciò Gian Massimo Gioria, Responsabile Nazionale dell’Assistenza Primaria del Sindacato Medici Italiani (Smi).
"La nota - ha dichiarato Gian Massimo Gioria - è stata diramata senza dare diffusione dei contenuti ai medici di famiglia. Con le nuove modalità di prescrizione si stanno creando enormi disagi perché non è stato previsto l’aggiornamento dei software per il ricettario e anche gli assistiti ne stanno risentendo moltissimo”.
“La sanità - precisa - non può essere sottomessa alla solita cieca burocrazia, mentre i medici lasciati soli senza adeguata informazione, sono costretti a prescrivere solo ricette rosse; in questo modo si infrangono i criteri dell’appropriatezza prescrittiva”.
“Il Ministro della Salute intervenga - conclude Gioria - per porre fine a questo grave disservizio contro i medici e a discapito dei pazienti del nostro Paese”.

La nota 96 in sintesi
Nella nota si specifica che, nelle more di un analogo processo di rivalutazione, restano al momento invariate le condizioni di rimborsabilità a carico del Ssn di tali farmaci nella popolazione pediatrica. In sintesi, la nuova nota limita la prescrizione di Vitamina D alla prevenzione e al trattamento delle carenze di Vitamina D nei soggetti istituzionalizzati, nei soggetti con diagnosi accertata di osteoporosi o osteopatie che non possono usare i farmaci della nota 79 e alle donne in gravidanza o allattamento, in tutti questi casi indipendentemente dai livelli ematici di 25(OH) D.
Può essere prescritta anche ad altre categorie di pazienti, ma solo dopo determinazione dei livelli ematici di vitamina D:
*persone con livelli sierici di 25OHD < 20 ng/mL e sintomi attribuibili a ipovitaminosi (astenia, mialgie, dolori diffusi o localizzati, frequenti cadute immotivate); *persone con diagnosi di iperparatiroidismo secondario aipovitaminosi D; *persone affette da osteoporosi di qualsiasi causa o osteopatie accertate candidate a terapia remineralizzante per le quali la correzione dell’ipovitaminosi dovrebbe essere propedeutica all’inizio della terapia una terapia di lunga durata con farmaci interferenti col metabolismo della vitamina D; *malattie che possono causare malassorbimento nell’adulto.
Riguardo alla determinazione dei livelli di Vitamina D, va sottolineato che la nota 96 propone un diagramma di flusso decisionale per la prescrizione appropriata. Nella nota si legge: “La determinazione dei livelli di 25OHD NON deve essere intesa come procedura di screening è NON è indicata obbligatoriamente in tutte le possibili categorie di rischio”.

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