Status di pubblico ufficiale ai medici, Scotti: «Una proposta di legge che tutela il dovere deontologico alla cura e il diritto costituzionale alla tutela della salute»

data inserimento 27-07-2018 wm

Sul potenziamento della medicina di famiglia Scotti plaude al ministro Grillo e rilancia: «Pronti a rimboccarci le maniche e ad avviare un dialogo costruttivo con il dicastero della salute»
PROT

giovedì 26 luglio 2018 15.34 - Notizie
«Una giornata significativa»: così Silvestro Scotti, segretario nazionale FIMMG, commenta la proposta di legge presentata dalla deputata Michela Rostan, con le sottoscrizioni dei parlamentari Federico Conte, Giuseppina Occhionero, Rossella Muroni, Paolo Siani, Federico Fornaro e Roberto Speranza. Proposta di legge che mira a riconoscere lo status di pubblico ufficiale ai medici nell’esercizio delle proprie funzioni, così come auspicato da tempo proprio da Scotti che ora chiede «un sostegno unanime da parte di tutte le forze politiche affinché l’iter di formazione della legge sia celere e privo di sorprese, vista anche la attenzione sul tema e su questo tipo di soluzione del Ministro della Salute Giulia Grillo».

Il leader nazionale della FIMMG sottolinea il valore civile di questa innovazione, oltre all’aspetto di un effetto deterrente che comunque è parte del provvedimento ma non l’unica. «Per i medici – dice – il valore più alto di questa proposta di legge è nel riconoscimento di un ruolo professionale deve vedere riconosciuto, mai come ora, un altissimo valore civile e sociale. Fare in modo che le denunce nei confronti di chi aggredisce un medico partano d’ufficio significa proteggere il dovere deontologico di chi cura e sostenere il diritto costituzionale alla salute».

In una giornata che vede al centro del dibattito politico un tema di strettissima attualità, qual è quello delle aggressioni ai medici, Scotti accoglie con favore anche le parole del ministro Giulia Grillo sull’investimento verso la medicina generale e si dice pronto a rimboccarsi le maniche sin da subito per sostenere la volontà del ministro di valorizzare e implementare il ruolo dei medici di famiglia, anche perché l’amplificazione di un'offerta fiduciaria può essere un ulteriore argine alle stesse aggressioni visto il documentato gradimento di questa figura medica e il basso numero di questi eventi, seppur in aumento per i blocchi burocratici e di limitazione delle cure incidenti, nell’ambito della medicina di famiglia. «Aspettiamo con ansia – prosegue – di poter avviare un confronto costruttivo e leale con la ministra volto a proteggere e migliorare il Servizio Sanitario Nazionale nell’interesse dei nostri assistiti come abbiamo sempre fatto».

Fiducioso per il cambiamento che potrebbe prodursi grazie a questa proposta di legge, anche Francesco Marino (segretario nazionale del settore Emergenza Sanitaria della FIMMG) chiede a gran voce che «il percorso politico sia rapido e perentorio. Quanti lavorano nell’emergenza – spiega – attendono un provvedimento simile da anni, sprecare quest’occasione sarebbe da irresponsabili». Ragione per la quale anche Marino si aspetta che attorno a questa proposta di legge si determini un consenso bipartisan. «Come medici dell’emergenza – conclude – viviamo sulla nostra pelle aggressioni quotidiane, una situazione ormai insostenibile. Gli atti di violenza nei confronti dei medici sono ormai tanto frequenti da aver creato un’ordinaria follia per la quale non sappiamo mai se e come potremo tornare a casa dalle nostre famiglie. Crediamo fermamente che questa proposta di legge possa cambiare le cose, riportando ordine in un sistema che per le ragioni più varie è ormai in corto circuito, ma non sottovalutiamo le cause di tale escalation che potrebbero essere riportate anche alla demedicalizzazione delle ambulanze e conseguentemente alla percezione nel cittadino di una diminuzione dell’offerta».

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