In arrivo in Lombardia 200 borse di studio per il corso di formazione richieste da FIMMG

data inserimento 21-06-2018 wm

News 21 giugno 2018
Nuova pagina 1

La riforma lombarda sulla presa in carico del paziente cronico procede e i medici di medicina generale sono organizzati in cooperative per attuarla: allo stato attuale la propensione dei medici ad associarsi in cooperativa è risultata quasi del 50%. Dal 15 gennaio al 15 maggio, inoltre, sono stati invitati i pazienti cronici a scegliere un ‘gestore’ per organizzare il proprio percorso di cura. I pazienti hanno scelto come gestore il proprio medico di medicina generale quando era possibile: su 276mila pazienti che hanno accettato di aderire alla proposta regionale e di cui è partito l’iter di presa in carico, la quasi totalità hanno scelto come ‘gestore’ il proprio medico di medicina generale. La presa in carico è partita da metà marzo, data in cui si hanno avuto i primi Piani assistenziali individuali (Pai) previsti dal Piano Nazionale della Cronicità e contrattualizzati anche economicamente nell’accordo regionale sottoscritto da Fimmg e Snami: oggi si cresce con 2mila Pai al giorno e sono in crescita esponenziale, ad oggi sono 149mila. Secondo Fimmg Lombardia, sulla base dei dati evidenziati, solo la medicina generale può gestire il percorso del paziente cronico, ma esistono criticità che vanno affrontate. Nei prossimi cinque anni, lasceranno la professione per pensionamento un numero importante di medici di medicina generale, molti di questi, visto il ridotto numero di medici che vengono formati dalla  scuola regionale di formazione specifica in Medicina generale non saranno sostituiti. Fimmg Lombardia è impegnata non solo a facilitare i processi di integrazione nella presa in carico dei giovani medici da poco inseriti, ma anche ad aumentare fino a 200 il numero delle borse del corso di formazione stanziate dal Ministero della Salute, che, dal prossimo anno, sono solo 165.

Lo stato dell’arte sulla presa in carico del paziente cronico è stato il tema del convegno in programma oggi intitolato “Innovazione e cure primarie. Coordinamento Fimmg-Cooperative. I numeri della presa in carico”, che nasce dal coordinamento Fimmg-Cooperative in collaborazione con Motore Sanità e SIFMed - Scuola Italiana di Formazione Ricerca in Medicina di Famiglia per una visione unitaria della situazione alla ricerca di soluzioni utili a realizzare la riforma lombarda sulla cronicità.

Secondo Fimmg Lombardia nella riforma in atto, alcuni problemi necessitano di una soluzione veloce e condivisa , tra questi gli slot delle agende dedicate da parte degli erogatori, il ruolo del Clinical manager ospedaliero, i rapporti tra gestori, cogestori ed erogatori, l’implementazione informatizzata per ottimizzare gli strumenti della presa in carico, la creazione del centro servizi in house alla medicina generale o l’attuazione degli accordi sulle prenotazioni da contrattualizzare con tutta la filiera degli erogatori sia pubblici che privati. In più emerge la necessità di valorizzare anche la figura del medico di famiglia ‘cogestore’ che inizialmente Fimmg Lombardia non aveva considerato una reale alternativa. La numerosità e la “bio-diversità” dei soggetti gestori previsti dalle delibere regionali pone il medico di fronte a modelli eterogenei che sente spesso estranei alla sua collocazione professionale e difficilmente identificabili in un processo di collaborazione/appartenenza. Appare quindi necessario, è un altro appello di Fimmg Lombardia, facilitare il ruolo dei ‘cogestori’, limitando la possibilità di essere gestore solo  alle Asst ed eventualmente a qualche erogatore privato accreditato a contratto, che recepisca concretamente questa mission e metta a disposizione reali risorse organizzative. «E’necessario che Regione Lombardia metta in campo tutti i necessari interventi per portare ad una rapida soluzione degli accordi collettivi nazionali in modo da contemplare nell’Acn quegli strumenti che rendano possibile l’integrazione dei diversi attori coinvolti nella presa in carico. Anche gli accordi integrativi regionali devono mirare ad un adeguato utilizzo delle risorse incentivanti disponibili, ad esempio le indennità di governo clinico, senza disperderle su attività di scarsa efficacia clinico/assistenziale - è intervenuta Gabriella Levato, Segretario regionale Fimmg Lombardia -. È inoltre indispensabile mettere in campo nuove risorse, parte delle quali rivolte direttamente al sostegno e all’organizzazione oltre che del gestore, degli studi dei medici di famiglia, che necessitano in modo drammatico del supporto diretto di infermieri e di personale di studio, oltre all’apporto organizzativo che si è implementato all’interno del soggetto gestore. Va riconosciuto come quello di Regione Lombardia sia stato il primo e concreto tentativo di attuazione del Piano nazionale della cronicità. Ci aspettiamo un atto che definisca in modo esplicito ruoli e responsabilità professionali dei diversi soggetti coinvolti nella filiera del processo di presa in carico, onde evitare dubbi e conflitti riconducendo le diverse attività ai ruoli previsti dalla legge Gelli-Bianco sulla responsabilità professionale».

«Sono molto lieto - ha commentato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera - che la Fimmg e le cooperative dei medici stiano percorrendo con Regione Lombardia il nuovo percorso della presa in carico del paziente cronico. Un nuovo modello che condurrà all’appropriatezza ed efficacia delle cure, alla sostenibilità del sistema sanitario (che altrimenti rischia un’implosione) e ad evitare che l’offerta universalistica venga compromessa. Momenti di confronto con gli attori della filiera, protagonisti del cambio culturale in atto, sono strategicamente importanti e testimonianza di un attivismo tipico di una Regione eccellente come la nostra. Soprattutto mi congratulo sia stato compreso l’obiettivo di questa grande riforma, che è la valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale. Un ruolo fondamentale, testimoniato dai primi dati sulla presa in carico, che indicano che è laddove il medico di medicina generale abbia scelto di candidarsi al ruolo di gestore o cogestore che si registra il numero maggiore di adesione dei pazienti». 

«Raccolgo - ha proseguito il titolare della Sanità - le richieste avanzate dalla segretaria generale della Fimmg Lombardia, Gabriella Levato, in merito a situazioni da migliorare e modificare, che sarà mia cura analizzare e approfondire, voglio sottolineare però, che alcune di queste sono già al centro di Tavoli di lavoro, anche con i medici di medicina generale: mi riferisco agli slot delle agende dedicate da parte degli erogatori, al ruolo del Clinical manager ospedaliero, ai rapporti tra gestori, cogestori ed erogatori, e all’implementazione informatizzata per ottimizzare gli strumenti della presa in carico». «Siamo consapevoli e preoccupati - ha concluso Gallera - del problema della riduzione, nei prossimi anni, dei medici di medicina generale, a causa dei pensionamenti. Per questo abbiamo portato avanti una battaglia nazionale che ha condotto all’incremento delle borse di studio, finanziate dal Ministero della Salute, dai 90 posti dello scorso anno ai 165 di quest’anno. Un’azione che come Regione Lombardia intendiamo rafforzare, così come richiesto dalla Fimmg, attraverso una delibera di Giunta, che contiamo di presentare entro la fine di luglio, che preveda un ulteriore aumento delle borse in Lombardia fino a 200, finanziate con nostre risorse». 

inserisci commenti Commenti(0)