Confronto tra le Organizzazioni della Medicina Generale e la V^ Commissione Sanità in merito alla carenza di medici a livello territoriale e ospedaliero.

data inserimento 11-05-2018 wm

Ribadito che, in mancanza di interventi il Veneto sarà esposto a una situazione critica in particolare per le aree scarsamente popolate e montane
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Oggi le Organizzazioni della Medicina Generale sono state ascoltate dalla V^ Commissione Sanità in merito alla mancanza di medici a livello territoriale e ospedaliero.
 
I rappresentanti dei Medici di Famiglia hanno presentato degli studi, già più volte inviati ai responsabili regionali, che evidenziano come entro il 2027 ci saranno 1.250.400 cittadini veneti senza medico di famiglia in quanto mancheranno 1.572 medici. Questa situazione si è venuta a creare sia per una insufficienza dei numeri di borse di studio messe a disposizione dal Ministero della Salute ma anche per una totale mancanza di programmazione da parte della Regione negli anni.
Sono state fornite alla Commissione le tabelle degli ultimi cinque anni in cui si evince che rispetto ad una popolazione di poco meno di 5 milioni di abitanti il Veneto ha avuto una media di 43 borse all’anno in confronto, ad esempio, con il Piemonte e la Puglia, che con circa metà della popolazione hanno avuto rispettivamente in media 100 e 104 borse di studio. Per fare un paragone con altre Regioni, l’Emilia Romagna e la Toscana, anch’esse con minore popolazione, ne hanno avute 66 e 99 quindi mediamente le Regioni che abbiamo citate hanno avuto dal 2,5% al 3,5% delle borse, il Veneto si attesta in un magnifico 1,4% condiviso con la Calabria e la Lombardia.
E’ stato ribadito che senza un più deciso intervento nella Conferenza Stato Regioni che decide la distribuzione delle borse, il Veneto entro breve vivrà una situazione di profonda crisi che interesserà soprattutto le aree scarsamente popolate e montane.
E’ stato ancora sottolineato che la mancata accettazione di incarichi di medicina generale nelle zone più disagiate è stata anche determinata dalla mancata applicazione di una Delibera Regionale che favoriva l’attività dei medici di famiglia nelle zone disagiate e disagiatissime. Questa delibera è in vigore da più di 20 anni ed è stata applicata dalla Direzione Generale della ASL di Belluno soltanto due mesi fa e per 24 comuni su oltre 60 tenendo conto che la densità di popolazione media del territorio bellunese è di 56 abitanti per km quadrato.
In questa sede le Organizzazioni Sindacali della medicina generale hanno anche ribadito di non essere più disponibili a sopportare diffamazioni sull’operato dei medici di famiglia di questa Regione da parte di nessuno per cui hanno annunciato di aver intrapreso azioni di tutela del buon nome e del prestigio della professione rispetto alle dichiarazioni fatte dal Presidente della V^ Commissione Boron riportate dalla stampa martedì scorso.
 
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Borse assegnate: dati per regione


10 maggio 2018

 

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