Condividere "Il medico di campagna" come preannunciato durante l'assemblea di Sabato 4 novembre 2017

data inserimento 14-11-2017 wm

IL DIRETTIVO FIMMG DI PADOVA vuole condividere con i colleghi la visione di questo film che piu di altri rappresenta il nostro lavoro di Medici di Medicina Generale
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vi aspettiamo
MERCOLEDI 22 NOVEMBRE
ALLE ORE 20.30
PRESSO IL CINEMA PortoAstra
Via Santa Maria Assunta, 20, 35125 Padova PD
PROIEZIONE ESCLUSIVA PER FIMMG

A CAUSA DELLA CAPIENZA DELLA SALA SARANNO ACCETTATE LA PRIME 200 ADESIONI
quindi ,quanto prima confermate, la vostra presenza ,rispondendo a questa mail,
se le adesioni dovessero superare la capienza ci riserviamo di organizzare una nuova proiezione

Il medico di campagna
Un film di Thomas Lilti. Con Franšois Cluzet, Marianne Denicourt, Christophe Odent, Patrick Descamps, Guy Faucher. continua╗ Titolo originale MÚdecin de campagne.
Commedia drammatica, durata 102 min. - Francia 2016.

Un film umanista e solare che racconta la medicina nella provincia francese, trascurata dai servizi pubblici e disorientata dagli effetti della globalizzazione



Di giorno e di notte, col buono e il cattivo tempo, Jean-Pierre Werner percorre le strade sterrate di campagna per raggiungere i suoi pazienti. Medico devoto alla professione e ai piccoli o grandi malati della sua comunitÓ rurale, gli viene diagnosticato un cancro al cervello e consigliato di trovare alla svelta un assistente. Reticente ad affidare i suoi pazienti a terzi, Jean-Pierre accetta controvoglia l'aiuto di Nathalie Delezia, un'ex infermiera che ha terminato da poco gli studi. La collaborazione si rivela presto difficile ma Nathalie ha carattere e incassa bene le bizzarrie che Jean-Pierre impone al suo tirocinio. Paziente dopo paziente, chilometro dopo chilometro, la rivalitÓ cederÓ il posto alla fiducia e a un sentimento indeterminato tra solidarietÓ e desiderio.
Dopo il grande successo di Hippocrate, racconto di formazione in corsia, Thomas Lilti torna di nuovo a parlare di medicina puntando lo sguardo sulla provincia francese, trascurata dai servizi pubblici e disorientata dagli effetti della globalizzazione. Ex internista, l'autore francese prosegue la sua riflessione sul corpo medico passando dalla cittÓ alla campagna, dai medici ospedalieri ai cavalieri solitari delle zone rurali. E solitario Ŕ pure il suo protagonista, medico di campagna infaticabile che lavora sette giorni su sette fino allo sfinimento e fino a quando un cancro non lo obbliga a fermarsi. Una pausa che converte il medico in malato e permette al regista di insistere sul legame che esiste tra medico e paziente, confrontando due distinti approcci alla medicina: uno tradizionale ed empirico, l'altro metodico e scientifico.
Lilti sottolinea daccapo l'importanza della parola, quella officinale che i protagonisti rivolgono a una giovane donna incinta, a un bambino in ambasce, a un vecchio uomo moribondo. Ambasciatore, sullo schermo e negli ambulatori, di una medicina narrativa che fortifica la pratica clinica e migliora l'efficacia della cura, l'autore colma le lacune (emozionali) della scienza accomodando al cuore della storia due medici votati al paziente che si spostano, ascoltano, auscultano, confortano, alleviano, sostengono, accompagnano dimostrando una conoscenza intima dei loro assistiti, forgiata da una relazione di fiducia e prossimitÓ. Confidenti di momenti difficili, sovente ultima risorsa, sono la luce nella notte degli afflitti.
Secondo film autobiografico per Thomas Lilti, Il medico di campagna ribadisce il discorso di Hippocrate dentro un quadro pi¨ artificioso che, pur rinnovando l'onestÓ del suo proposito, perde luciditÓ nel passaggio conflittuale tra un vecchio medico gravato e nascosto dietro un eroismo ordinario e una nuova generazione esuberante, dissimulata dietro l'aura del mistero. Nondimeno, Lilti, esigente, divorante ed essenziale come il suo protagonista, disegna un ritratto credibile di un generalista Ó la ronde negli angoli isolati della nazione, indefesso lungo le strade infangate o dentro il brusio confuso di una sala d'attesa sempre affollatissima.
Il medico di Franšois Cluzet, mÚlange di sollecitudine e autoritÓ che governa parola e stetoscopio, Ŕ il filo rosso del tessuto sociale. E il film, umanista e solare, partecipa della relazione 'terapeutica' che Jean-Pierre intrattiene con la sua comunitÓ, vivace e umile galleria di ritratti genuini. Thomas Lilti si conferma in sostanza cronista sensibile del proprio mestiere, dell'apprendistato e della sua trasmissione.


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