Sulla situazione, grave e non più sostenibile, delle relazioni con le strutture dirigenziali e tecniche della Regione.

data inserimento 29-06-2017 wm

Lettera agli iscritti del Segretario Regionale e dei Segretari Provinciali FIMMG Veneto.
Nuova pagina 1

PROT. N. 45/17 C.S. R
Padova, 27 giugno 2017

 

Ai Sigg.
MEDICI DI MEDICINA GENERALE REGIONE VENETO

Gentili Colleghe e Colleghi,
ritengo di dovermi rivolgere direttamente a voi, con l’accordo di tutti i Segretari Provinciali e del Consiglio Regionale della FIMMG, per aggiornarvi sulla situazione delle relazioni con le strutture dirigenziali e tecniche della Regione.
Credo che sia fuori di dubbio che i Medici di Famiglia del Veneto abbiano profuso quantità d’impegno, fiducia e pazienza nel progetto di riorganizzazione delle cure primarie del Piano Sanitario Regionale e della DGR n.751 per la strutturazione delle Medicine di Gruppo Integrate. Non parliamo poi della collaborazione piena e leale, fin dal suo inizio (il certificato di malattia digitale), per sviluppare l’informatizzazione in sanità.
In questo campo la Regione ha ricevuto molto di più di quanto ha investito. Grazie al nostro apporto ha avuto primati nazionali e internazionali investendo cifre di lunga inferiori di altre regioni “virtuose” come Lombardia ed Emilia-Romagna.
È stato grazie all’intelligente ed attiva partecipazione dei MMG che è stato possibile attivare il già citato certificato di malattia, lo scarico dei referti, la ricetta elettronica, quella dematerializzata (o meglio decolorata), ed ora quella dematerializzata vera (Progetto Eco-farmacie) con conseguente attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, su cui deve essere ancora fatta chiarezza per l’aspetto della riservatezza dei dati.
A proposito di informatica, è da gennaio che aspettiamo la delibera che ripristini la dovuta indennità e che definisca le regole con cui si tutelino i MMG rispetto alla raccolta del consenso informato e alla conservazione dei dati sensibili per la tutela della privacy.
Anche in questo la medicina generale non solo ha contribuito all’elaborazione culturale del provvedimento, ma ha anche messo a disposizione le sue potenzialità per avviare e implementare un processo che per le strutture dei distretti socio sanitari sarà perlomeno difficile.
I Medici di Famiglia del Veneto hanno inoltre contribuito, con il loro buon senso, a emendare dai barocchismi lessicali il famigerato CVP (Catalogo Veneto del Prescrivibile) che il lavoro dei tecnici regionali e dei loro consulenti clinici aveva reso inintelligibile ai più.
L’importanza dell’azione esercitata dalla medicina generale è certificata dalla condizione di arretratezza informatica in cui invece versano le strutture cliniche ed amministrative che dipendono direttamente dalle Aziende Sanitarie, a fronte dell'efficienza delle nostre postazioni informatiche. E nonostante tutto questo, ci piombano addosso modifiche dei gestionali, come le ultime sulle esenzioni per ipertensione, che ci complicano ancora di più il lavoro burocratico e l’informatica, anziché un aiuto, diventa un carico.
Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro i numeri delle richieste di attivazione delle Medicine di Gruppo integrate parlano da sole. Centinaia sono quelle giacenti che non vengono prese in considerazione bloccate presso i Comitati Aziendali od autorizzate dalla Regione e non attivate dalle Aziende.
La progettualità dei Medici di Famiglia per rendere omogenea la riorganizzazione delle cure territoriali ha trovato il suo progetto massimo nella ex-Azienda n. 22 di Bussolengo dove tutti i 190 Medici di Famiglia hanno aderito al progetto che in tre anni li avrebbe portati, in un’area difficile e dispersa come quella, a lavorare in Medicina di Gruppo Integrata. È da quasi un anno che il progetto viene rimpallato tra ASL e Regione.
Ma anche in tutte le altre ASL sono presenti realtà di forme associative complesse, organizzate con impegno ed investimenti da parte dei MMG in funzione della garanzia di attivazione delle Medicine di Gruppo Integrate, ma sospese in un limbo burocratico che nemmeno le Aziende riescono ormai a giustificare.
La volontà è tale che il Tavolo per le autorizzazioni regionali non si riunisce da febbraio.
Ci si dice che forse bisogna rivedere il modello, che forse le MGI costano molto e rendono poco ed altre amenità del genere.
In realtà, fino ad ora, ci si è limitati, per la maggior parte dei casi alla riconversione di un numero molto limitato di forme associative (spesso ex UTAP) in MGI, elaborando stime e costi solo su queste realtà.
Ma come è possibile valutare i risultati di sistema senza un'effettiva realizzazione almeno parziale del processo che possa essere realmente misurabile in termini di efficacia assistenziale e non solo di spesa?
Se la maggior parte dei medici, nonostante la volontà espressa, non ha ancora potuto lavorare in questa nuova modalità, come è possibile dare valutazioni realistiche sulla sua efficacia?
E come è possibile valutare il tanto decantato sistema assistenziale H24, basato sull'integrazione tra il MMG e il Collega della Continuità Assistenziale, se a tutt'oggi l'accordo che doveva dare dignità ed efficacia all'attività sia diurna che notturna di questi Medici è ancora disperso nei meandri burocratici di una inetta Direzione della Programmazione della Regione?
Però si trova facile spingere su risultati immediati e pretendere sempre di più dove non si deve investire nulla.
Mi riferisco alla farmaceutica dove, senza confronto né razionale, per delibera si decide l'annuale ribasso forzoso della spesa pro capite media, che quest'anno non potrà eccedere i 110 Euro.
Ovviamente quella territoriale, quella ospedaliera invece cresce incontrollata.
Ma anche in questo campo la medicina generale del Veneto primeggia: è tra le grandi Regioni quella più virtuosa nell'appropriatezza e nella spesa per l'utilizzo dei farmaci e come ringraziamento la Regione Veneto cosa fa? Aderisce ad un progetto dell’AIFA con finalità di verifica e controllo sulle singole prescrizioni del medico gestito da questa società denominata clik-on con finalità repressive dei cattivi comportamenti e pubblicando dati, di presunta valutazione dell'appropriatezza, completamente inattendibili! E per fortuna che sono anni che facciamo risparmiare decine di milioni di euro ... che vengono reinvestiti nel tamponare l'emorragia della spesa ospedaliera!
Altro capitolo è la residenzialità territoriale fiore all’occhiello del Piano Socio Sanitario.
Diminuiti drasticamente i posti letto ospedalieri tutto fermo sul fronte ospedali di comunità. Anzi no i primi di maggio viene pubblicata la DGR n. 433/2017 che affida gli ospedali di comunità alle strutture ospedaliere convenzionate con personale medico interno, escludendo il MMG dal progetto che doveva dargli la possibilità di gestire nel territorio i propri pazienti complessi.
Per gli Hospice il silenzio più assoluto.
E tutto questo a fronte di dimissioni selvagge del venerdì da reparti, che costretti dalle tabelle di marcia (forzata) imposta da questo sistema, mandano fuori pazienti che ancora hanno bisogno di un’assistenza complessa che il territorio, Distretti e Assistenza Primaria, non è in grado di assicurare.
E tutto questo cade sulle spalle di medici che disponibili verso i loro pazienti ancora una volta sono descritti in sedi istituzionali come poco presenti.
Non parliamo poi della nostra presenza nelle case di riposo.
Dopo 17 anni siamo riusciti a far costituire un gruppo per elaborare una nuova convenzione ed a fronte di un nostro progetto alto ed innovativo si è risposto con un mercanteggiare di ore e compensi sotto la minaccia (per noi? o per i cittadini?) di affidate alle strutture l’acquisizione del personale medico.
Anche qui si dimentica che l’eccellenza veneta passa per medici non sottoposti ai ricatti dei datori di lavoro in queste strutture come invece avviene in quasi tutte le Regioni d’Italia.
Ed a fronte del continuo impegno quotidiano del MMG Veneto, del costante sforamento dei suoi orari di attività ambulatoriale per garantire la risposta al continuo incremento della domanda di salute e delle assurdità burocratiche, vengono invece attivati controlli a tappeto sulla congruità degli orari di apertura degli ambulatori perché la vicina di casa del politico di turno non è stata immediatamente accontentata.
Ed a fronte di 40.000.000/prestazioni l’anno ci vengono portati ad esempio di sistema i comportamenti senz’altro censurabili di alcuni di noi.
Potrei andare avanti ancora per un pezzo ma mi fermo qui.
La domanda che ovviamente sorge spontanea è:
Perché ora? Perché abbiamo subito tanto?
Perché la FIMMG e la Medicina Generale è permeata di quello spirito che deriva dalla figura del medico di famiglia o che dir si voglia condotto di ieri di oggi e (speriamo per i cittadini) di domani.
Lo spirito non è quello che retoricamente invocano i demagoghi, che non hanno la più pallida idea di come sia cambiata la società e di conseguenza la professione ma è quello del servizio al proprio paziente sempre e comunque al di là degli obblighi del contratto e delle normative, dei controlli degli uffici, dei badget e degli obbiettivi dei Direttori Generali perché in esso vediamo un essere umano con le sue paure, i suoi dubbi, le sue necessità, i bisogni di salute suoi e della sua famiglia.
Perché il quotidiano contatto con la domanda di salute dei nostri assistiti ci impone sempre e comunque, come uomini e come medici, di garantire a nostre spese (di salute ed economiche...) la migliore e più efficace risposta assistenziale, nonostante i continui ostacoli e cavilli burocratici che la politica impone per mascherare la limitatezza di risorse dedicate, in assoluto dispregio dei reali bisogni ma con la sola attenzione di addossare la responsabilità della spesa al MMG.
Non a caso negli anni tutti i sondaggi e le inchieste danno, inspiegabilmente per i politici, il medico di famiglia come la figura sanitaria più gradita ai cittadini.
La speranza che la politica si illuminasse un pochino ci ha guidato nell’affrontare i problemi e gli ostacoli che ci venivano posti ora dai funzionari regionali ora dalle Direzioni Aziendali per non attivare legittime, a questo punto, azioni di protesta che avrebbero avuto ricadute importanti sugli assistiti.
Ma anche chi è intriso dei migliori principi ad un certo punto dice basta!
La Segreteria ed il Consiglio Regionale della FIMMG stanno preparando una serie di pesanti azioni di contestazione a causa di una tale situazione ormai non più sostenibile, su cui richiamiamo la compattezza della categoria.
E' veramente l'ora di intraprendere azioni destinate a rivendicare il ruolo fondamentale nei fatti, nella progettualità e soprattutto nella destinazione di risorse economiche della medicina di famiglia convenzionata che è, come le alte specializzazioni ospedaliere, un vanto per questa Regione che deve essere riconosciuto.
Fino ad allora da parte di questa Organizzazione Sindacale non vi sarà più alcuna collaborazione ma un puntuale contrasto di tutti i provvedimenti che vanno contro gli interessi dell’assistenza territoriale e una puntuale denuncia pubblica di quelli che non si fanno.
A breve comunicheremo ai nostri Iscritti le iniziative di protesta che stiamo organizzando, mirando a colpire questo atteggiamento ormai insopportabile della politica Regionale negli aspetti a cui è maggiormente sensibile.
E finalmente chiameremo i cittadini a giudicare se nelle loro vite sono più assenti i medici di famiglia o la politica.


Il Segretario Generale Regionale FIMMG Veneto
e Segretario Provinciale FIMMG Sez. Padova Dott. DOMENICO CRISARA'
Il Segretario Provinciale FIMMG Belluno Dott. UMBERTO ROSSA
Il Segretario Provinciale FIMMG Rovigo Dott. FRANCESCO NOCE
Il Segretario Provinciale FIMMG Treviso Dott. BRUNELLO GORINI
Il Segretario Provinciale FIMMG Venezia Dott. MALEK MEDIATI
Il Segretario Provinciale FIMMG Verona Dott. GUGLIELMO FRAPPORTI
Il Segretario Provinciale FIMMG Vicenza Dott. SILVIO ROBERTO REGIS
 

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